Startup innovative: l’opportunismo che può costare caro agli amministratori

Negli ultimi tempi mi capita sempre più di vedere, quantomeno, abusato lo status di startup innovativa. L’istituto delle startup innovative, introdotto con il D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, rappresenta uno strumento centrale della politica industriale italiana per incentivare la nascita di imprese ad alto contenuto tecnologico. Ma cosa accade quando un’impresa si iscrive al registro delle startup innovative non per reale vocazione tecnologica, bensì per accedere in modo improprio a benefici fiscali e contributivi?

In questi casi, la responsabilità dell’amministratore può diventare personale e grave, tanto in sede civile quanto fiscale e, nei casi più estremi, penale.

I BENEFICI DELLA STARTUP INNOVATIVA: UN BREVE RICHIAMO

Iscriversi al registro speciale delle startup innovative comporta una serie di vantaggi significativi:

  • Esonero da imposta di bollo e diritti camerali (art. 26 D.L. 179/2012);
  • Esonero da alcune regole civilistiche (es. riduzione capitale per perdite superiori a 1/3);
  • Deroghe al diritto del lavoro (es. possibilità di contratti a termine senza causale);
  • Incentivi per investitori (detrazioni IRPEF o deduzioni IRES ex art. 29 D.L. 179/2012);
  • Accesso semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI;
  • Possibilità di raccolta di capitale tramite equity crowdfunding.

Tutti questi benefici sono subordinati al rispetto continuo di stringenti requisiti di legge, sia in fase iniziale che durante la vita della società.

I REQUISITI LEGALI (ART. 25, C. 2, D.L. 179/2012)

Una startup innovativa deve possedere contestualmente tutti i seguenti requisiti:

  1. Costituita da meno di 60 mesi;
  2. Sede principale in Italia (o in altro Paese UE con sede produttiva in Italia);
  3. Produzione annua < 5 milioni di euro;
  4. Non distribuisce utili;
  5. Oggetto sociale esclusivo o prevalente: sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi;
  6. Non risultare da fusione, scissione o cessione di azienda o ramo d’azienda.

Inoltre, deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti aggiuntivi:

  • Spese in ricerca e sviluppo 15% del maggiore tra valore e costo della produzione;
  • Almeno 1/3 dei dipendenti o collaboratori con dottorato, oppure 2/3 con laurea magistrale;
  • Essere titolare, depositaria o licenziataria di privative industriali o software registrato.

RESPONSABILITÀ DELL’AMMINISTRATORE IN CASO DI ISCRIZIONE IMPROPRIA

L’amministratore che iscrive una società nel registro delle startup innovative senza che sussistano i requisiti previsti dalla legge, o che mantiene l’iscrizione pur in assenza di aggiornamenti o decadenze, incorre in molteplici profili di responsabilità.

1. Responsabilità civile ex art. 2392 c.c.

L’amministratore è tenuto ad agire con diligenza professionale, tutelando l’interesse della società, dei soci e

dei terzi. Se l’iscrizione fraudolenta o negligente comporta un danno, egli può essere chiamato a rispondere

in via personale con il proprio patrimonio.

2. Responsabilità tributaria per indebite agevolazioni

Il mantenimento fraudolento dello status di startup può portare all’indebita fruizione di benefici fiscali.

L’Agenzia delle Entrate può contestare l’indebita fruizione, recuperare imposte, irrogare sanzioni e

trasmettere gli atti alla Procura.

3. Responsabilità penale: art. 316-ter e art. 640-bis c.p.

In presenza di dolo, può configurarsi una responsabilità penale:

– Art. 316-ter c.p. – Indebita percezione di erogazioni pubbliche;

– Art. 640-bis c.p. – Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche;

– Art. 483 c.p. – Falsità ideologica in atto pubblico.

DOVERI DI CONTROLLO E AUTOCANCELLAZIONE

La Circolare MISE n. 3672/C del 29/8/2016 e il Parere Unioncamere 2018 chiariscono che l’amministratore ha l’obbligo attivo di monitorare annualmente la permanenza dei requisiti e procedere autonomamente all’autocancellazione dal registro speciale startup innovative.

GIURISPRUDENZA RILEVANTE

– Trib. Roma, sent. 11985/2021: responsabilità per mantenimento in registro senza requisiti.

– Cass. Pen. Sez. III, sent. 4562/2018: condanna per truffa aggravata su fondi innovazione.

CONCLUSIONI: innovare sì, ma con competenza e responsabilità

Lo status di startup innovativa è una grande opportunità. Offre vantaggi reali, ma richiede serietà, progettualità e vigilanza. Troppo spesso viene utilizzato in modo improprio, esponendo l’amministratore a gravi conseguenze personali.

Il consiglio? Non rinunciare allo strumento, ma usarlo bene. Affidati a consulenti esperti in startup innovative come SimplifyMyBusiness, capaci di guidare ogni fase con competenza: dalla costituzione alla gestione, fino alla protezione dell’amministratore.

Lo status di startup innovativa è uno strumento potente. Con il supporto giusto, può diventare una vera leva strategica per la crescita.

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