Polizze di Garanzia e Indennizzo (W&I Insurance): un nuovo equilibrio nelle operazioni di M&A in Italia

Negli ultimi anni il mercato italiano delle operazioni straordinarie ha vissuto un’evoluzione significativa. Accanto agli strumenti tradizionali di tutela tra venditore e acquirente – garanzie, clausole di indennizzo, escrow account – si è affermata una soluzione assicurativa che sta rapidamente guadagnando terreno anche nel nostro Paese: la polizza Warranty & Indemnity Insurance, o più semplicemente W&I insurance.

Si tratta di una copertura che permette di trasferire il rischio derivante da eventuali violazioni delle dichiarazioni e garanzie fornite dal venditore all’assicuratore, alleggerendo sensibilmente le tensioni negoziali e rendendo le operazioni di M&A più fluide, sicure e – in molti casi – più appetibili anche per gli investitori esteri.

L’origine anglosassone e la lenta maturazione italiana

Le polizze W&I nascono nel mondo anglosassone, dove il principio “let the buyer beware” (“che l’acquirente stia attento”) ha storicamente reso la due diligence un processo estremamente rigoroso e la copertura assicurativa uno strumento naturale per mitigare i rischi post-closing.

In Italia, invece, l’introduzione è stata più lenta. Fino a pochi anni fa, queste polizze erano considerate quasi un’esotica complicazione per pochi grandi deal cross-border. Oggi, però, lo scenario è cambiato: fondi di private equity, family office e gruppi industriali ne fanno un uso sempre più frequente, anche in operazioni di dimensione media (tra i 10 e i 100 milioni di euro).

La spinta è arrivata da due direzioni:

  • da un lato, la crescente presenza di investitori internazionali nei processi di acquisizione italiani, abituati a modelli contrattuali di matrice inglese;

  • dall’altro, la necessità di velocizzare la chiusura delle operazioni, riducendo i tempi di negoziazione su garanzie, cap e escrows.

Come funziona una polizza W&I

La logica è semplice: nel contratto di compravendita – o, secondo la terminologia internazionale, Sale and Purchase Agreement (SPA), da non confondere con la forma societaria italiana S.p.A. – il venditore rilascia una serie di dichiarazioni e garanzie sullo stato della società ceduta: regolarità fiscale, contratti di lavoro, situazione patrimoniale, contenziosi pendenti e così via.

Se una di queste garanzie si rivela non veritiera, l’acquirente subisce una perdita economica. Tradizionalmente, avrebbe diritto a chiedere un indennizzo al venditore, entro i limiti contrattuali stabiliti.

Con una polizza W&I, invece, questo rischio viene trasferito a un’assicurazione:

  • l’acquirente (nella versione più comune, la buy-side policy) potrà rivalersi direttamente sull’assicuratore, senza dover inseguire il venditore;

  • in alternativa, nella sell-side policy, è il venditore a proteggersi contro eventuali richieste di risarcimento.

È un meccanismo che, se ben strutturato, consente alle parti di chiudere l’operazione con maggiore serenità: il venditore ottiene un’uscita “pulita” e l’acquirente ha una controparte assicurativa solida cui rivolgersi in caso di problemi.

La prassi italiana: luci e ombre

Nel nostro ordinamento, il tema è ancora in evoluzione. Fino a poco tempo fa, esistevano dubbi interpretativi sull’ammissibilità di tali coperture in base alla regolamentazione IVASS (in particolare il Regolamento n. 29/2009), che vietava alcune forme di assicurazione di rischi “puramente finanziari”.

La prassi operativa, tuttavia, si è consolidata negli ultimi anni, anche grazie all’apertura del mercato assicurativo internazionale e all’intervento dei grandi broker specializzati. Oggi le polizze W&I sono perfettamente compatibili con la normativa italiana, purché strutturate nel rispetto dei principi dell’assicurazione contro i danni e con una chiara connessione al rischio effettivo di perdita economica.

Secondo i principali operatori (AON, Marsh, Howden), l’Italia è diventata nel 2024 uno dei mercati europei più dinamici, con oltre 150 operazioni W&I sottoscritte in un anno, soprattutto nei settori energia, infrastrutture, healthcare e tecnologia.

I vantaggi per le parti

Per l’acquirente, la polizza W&I rappresenta uno strumento di grande valore:

  • elimina il rischio di insolvenza del venditore;

  • semplifica la trattativa sulle garanzie, che non devono più essere difese “a oltranza”;

  • consente di evitare escrows o trattenute sul prezzo;

  • offre un orizzonte temporale più lungo per eventuali reclami.

Per il venditore, i vantaggi sono altrettanto evidenti:

  • la possibilità di incassare integralmente e subito il prezzo di vendita;

  • la riduzione dei rischi post-closing;

  • un’uscita “pulita” e definitiva dall’investimento, molto apprezzata da fondi e holding familiari.

Criticità e limiti da conoscere

Naturalmente non tutto è coperto. Le esclusioni tipiche includono i rischi noti (già emersi in due diligence), la frode, le sanzioni penali e alcune passività ambientali o fiscali troppo specifiche.

È importante sottolineare che la compagnia assicurativa valuta direttamente il contenuto della due diligence. Se la documentazione è carente o superficiale, il rischio non viene accettato o viene escluso dalla copertura. In questo senso, la qualità del lavoro dei consulenti è decisiva.

Anche i costi sono da ponderare: in Italia il premio medio si colloca tra l’1% e il 2% del massimale assicurato, con un limite minimo di operazioni generalmente sopra i 10-15 milioni di euro. Tuttavia, il mercato si sta aprendo anche a operazioni mid-cap e PMI, grazie a formule più flessibili e broker dedicati.

Le fasi operative nella prassi italiana

Una polizza W&I efficace richiede una strutturazione coordinata tra advisor legali, commercialisti e broker assicurativi. Le fasi principali sono:

  1. Analisi preliminare dell’operazione – dimensione, rischio fiscale, storico contabile, governance.

  2. Due diligence completa e ben documentata – condizione essenziale per l’underwriting.

  3. Coinvolgimento del broker specializzato – che presenterà il deal a più assicuratori per ottenere offerte competitive.

  4. Underwriting call – l’assicuratore pone domande specifiche ai consulenti per comprendere i rischi residui.

  5. Emissione della polizza e allineamento con il contratto di compravendita (SPA) – le garanzie assicurate devono coincidere con quelle contrattuali, altrimenti la copertura risulta inefficace.

Un aspetto spesso sottovalutato è la coerenza temporale tra le due diligence, il signing e il closing: modifiche successive ai documenti o alle garanzie contrattuali devono essere comunicate all’assicuratore, pena la decadenza dalla copertura.

Il ruolo dei professionisti italiani

Commercialisti, avvocati e consulenti M&A stanno diventando interlocutori sempre più centrali in questo ambito. Il loro compito non è solo tecnico, ma strategico:

  • valutare quando la polizza è davvero utile rispetto ai costi;

  • impostare un contratto coerente con le logiche assicurative;

  • assicurare che la due diligence fiscale, contabile e legale sia idonea a sostenere il processo di underwriting;

  • gestire la comunicazione con l’assicuratore e verificare l’effettiva integrabilità della polizza nel piano economico dell’operazione.

Molti professionisti stanno anche sperimentando la combinazione di W&I insurance e polizze fiscali dedicate, per coprire passività fiscali specifiche identificate in due diligence (ad esempio contenziosi IVA o accertamenti di transfer pricing).

Conclusione: un cambio di paradigma per le operazioni italiane

Le polizze W&I non sono una moda importata: rappresentano un nuovo equilibrio nel rapporto tra venditore e acquirente.
In un Paese come l’Italia, dove le operazioni M&A sono spesso rallentate da diffidenza reciproca, vincoli di liquidità e complessità giuridiche, l’assicurazione può diventare un acceleratore di fiducia e trasparenza.

La diffusione resta ancora limitata rispetto ai mercati anglosassoni, ma il trend è chiaro: sempre più deal includono nel “term sheet” una clausola che prevede la possibilità di copertura W&I.

Per i professionisti italiani è il momento di conoscerla a fondo: non solo come prodotto assicurativo, ma come strumento di ingegneria contrattuale capace di ridurre i rischi, favorire la chiusura delle operazioni e rendere le imprese italiane più attrattive verso investitori internazionali.

Come prepararsi a una polizza W&I in 5 mosse

  1. Pianifica per tempo
    Non aspettare la fase finale della trattativa. Il broker assicurativo deve essere coinvolto già durante la due diligence, in modo da identificare i rischi assicurabili e quelli da gestire contrattualmente.

  2. Rafforza la due diligence
    La qualità della due diligence è la base su cui si costruisce la copertura. Report sintetici o incompleti rendono difficile ottenere un underwriting favorevole o ampliano le esclusioni.

  3. Allinea contratto e polizza
    Le garanzie contenute nel contratto di compravendita (SPA) devono corrispondere a quelle assicurate. Incoerenze su importi, limiti temporali o formulazioni possono rendere inefficace la copertura.

  4. Gestisci la disclosure con attenzione
    Tutto ciò che viene dichiarato come “noto” diventa automaticamente escluso dalla polizza. Meglio un dossier di disclosure ben redatto che un elenco generico o eccessivamente prudente.

  5. Valuta costi e benefici nel contesto italiano
    In Italia le W&I sono ancora più costose che nei mercati anglosassoni, ma il loro impatto può essere determinante per sbloccare operazioni medio-grandi, ridurre tempi e garantire un’uscita pulita.
    Considera sempre il premio (1–2% del massimale) in rapporto ai vantaggi negoziali e fiscali complessivi.

Consiglio pratico: in operazioni con più venditori o con soci persone fisiche, la polizza W&I può essere integrata con coperture “tax insurance” o clausole di escrow ridotte, per rendere l’operazione più fluida e fiscalmente efficiente

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