I Quaderni dell’Advisor – Quaderno n. 3 – Governare non significa gestire

La governance non coincide con la gestione dell’impresa. È il sistema attraverso il quale gli amministratori orientano le decisioni e costruiscono le condizioni per uno sviluppo sostenibile.

Negli ultimi anni il tema della governance ha assunto un ruolo sempre più centrale nella vita delle imprese. Il Codice della crisi d’impresa e la riformulazione dell’articolo 2086 del Codice Civile hanno certamente contribuito a richiamare l’attenzione sugli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili e sulle responsabilità dell’organo amministrativo.

L’impressione, tuttavia, è che il dibattito si sia concentrato prevalentemente sugli strumenti e sugli adempimenti richiesti dalla norma. Meno frequentemente ci si sofferma sul significato che il ruolo dell’amministratore ha assunto nel tempo e sul modo in cui è cambiato il governo delle imprese.

Per molti anni amministrare e gestire hanno rappresentato attività quasi coincidenti. Nel frattempo, però, il contesto è cambiato. Le imprese non sono soltanto cresciute: sono diventate più complesse e, con esse, è cambiato anche il ruolo degli amministratori.

La complessità modifica il ruolo degli amministratori

Le decisioni che oggi un amministratore è chiamato ad assumere riguardano aspetti che fino a pochi anni fa avevano un peso molto diverso. Gli investimenti richiedono valutazioni finanziarie più approfondite, la sicurezza informatica è diventata parte integrante dell’organizzazione aziendale, la continuità d’impresa, la sostenibilità, la gestione dei rischi e l’evoluzione normativa impongono competenze che difficilmente possono essere concentrate in una sola persona.

In questo scenario diventa più evidente la differenza tra gestione e governance.

La gestione riguarda il funzionamento quotidiano dell’impresa. La governance riguarda il sistema delle decisioni, la definizione degli obiettivi, l’organizzazione delle responsabilità e la verifica che l’impresa mantenga nel tempo i propri equilibri economici, finanziari e organizzativi.

L’organo amministrativo non è chiamato a sostituirsi alla gestione operativa. È chiamato a creare le condizioni affinché la gestione possa svolgersi in modo efficace.

La holding cambia il processo decisionale

Questa riflessione emerge con particolare evidenza nei gruppi societari.

La costituzione di una holding viene frequentemente associata a esigenze fiscali, patrimoniali o di protezione degli investimenti. Sono valutazioni corrette, ma l’esperienza professionale porta spesso a una considerazione ulteriore.

La holding modifica il modo in cui vengono assunte le decisioni.

Le scelte non riguardano più una singola società, ma devono essere coordinate all’interno del gruppo. Diventa necessario definire responsabilità, organizzare i flussi informativi, pianificare gli investimenti e mantenere una visione unitaria pur nel rispetto dell’autonomia delle singole società operative.

La governance nasce proprio da questa esigenza di coordinamento.

Per questo motivo la holding rappresenta, prima ancora che uno strumento societario, uno strumento di governo dell’impresa.

Gli adeguati assetti sono strumenti di governo

Anche l’articolo 2086 del Codice Civile può essere letto in questa prospettiva.

Il riferimento agli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili viene spesso interpretato come un insieme di obblighi da rispettare. In realtà gli assetti rappresentano il sistema attraverso il quale gli amministratori esercitano il proprio ruolo.

L’organigramma, il sistema delle deleghe, il budget, il controllo di gestione, la pianificazione finanziaria e il monitoraggio degli indicatori aziendali non costituiscono obiettivi autonomi. Sono strumenti che consentono al Consiglio di Amministrazione di comprendere come l’impresa sta evolvendo e di verificare se le decisioni assunte continuano ad essere coerenti con gli obiettivi definiti.

La qualità della governance non dipende dal numero delle procedure adottate, ma dalla capacità dell’organizzazione di trasformare le informazioni in decisioni.

Governare significa preparare il futuro

La qualità della gestione continuerà sempre a rappresentare uno dei principali fattori di successo di un’impresa.

La qualità della governance determina, invece, la capacità dell’azienda di mantenere quel risultato nel tempo, di affrontare la crescita senza perdere equilibrio e di adattarsi ai cambiamenti che caratterizzano ogni percorso imprenditoriale.

È probabilmente questa la differenza più significativa tra governare e gestire.

La gestione consente all’impresa di funzionare.

La governance crea le condizioni perché continui a farlo anche domani.